23° anniversario della caduta del Muro: l’evento che cambiò il mondo
Giovedì 09 novembre 1989, ore 20.
La sigla del telegiornale "Tagesschau" chiama a raccolta davanti allo schermo tutti i tedeschi. "La DDR apre le frontiere" annuncia la notizia principale.
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(© dpa / picture-alliance)
Il servizio mostra Günter Schabowski mentre, durante una conferenza stampa del Partito Socialista Unificato (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands - SED) in serata, annuncia una nuova regolamentazione, che dovrebbe consentire di recarsi nell’ovest "senza sussistenti condizioni". E si intende "da subito", come risponde il membro del SED alla domanda, che gli viene posta.
"Il Muro dovrebbe permettere il transito durante la notte", commenta il notiziario.
E ovunque nella Berlino est, uomini e donne indossano giacche e cappotti, pronti per mettersi in cammino, titubanti ed increduli, verso il primo valico di frontiera.
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Al primo check point nella Bornholmer Strasse si imbottigliano inizialmente diverse centinaia di persone, verso le ore 23, quasi 20.000 persone. "Aprite i cancelli! Aprite i cancelli!" e "Ritorniamo, ritorniamo" scandisce la folla.
Mezz’ora più tardi, le guardie di frontiera capitolano di fronte alla pressione della gente. La barriera si solleva. Poco dopo, anche le barriere di altri check point di Berlino e di altri luoghi della Germania est vengono infrante. Al valico di frontiera della Invalidenstrasse migliaia di Berlinesi dell’est ottengono con la forza l’apertura del valico.
La gente a Berlino si stringe in un abbraccio, ridendo e piangendo dalla gioia.
Il Muro di Berlino, il simbolo della divisione, è caduto.
Fonte:
Mostra „Dalla rivoluzione pacifica all’Unità tedesca“ della Fondazione Federale per l’analisi della dittatura del Partito Socialista Unificato in cooperazione con la Fondazione Hertie-Stiftung, allestita dal centro di ricerca Erinnerungslabor, con il sostegno del Ministero Federale degli Affari Esteri tedesco